Sono aperte le iscrizioni alla Pro Loco "Franco Raffaele" di Carfizzi

DAL 10 LUGLIO 2008 IL CENTRO POLIVALENTE APRE I BATTENTI

 

gli AUGURI
dell'Amministrazione
Comunale di Carfizzi

Le foto del restauro del vico corridore

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Carfizzi (veduta panoramica)


  Carfizzi (veduta aerea, mappa stradale) è un piccolo paese dell'entroterra crotonese a 20 km dalla costa jonica (Cirò Marina) e a 50 km dall'altopiano della Sila. E' posizionato su una splendida collina a 450 m. s.l.m.(cartina) e gode di un'ottima veduta panoramica. E' un paese di origine albanese e conserva ancora molto bene lingua e tradizioni. Conta una popolazione di circa 1500 abitanti molti dei quali sono emigrati all'estero e nell'Italia settentrionale. Carfizzi è poco noto ai più ma chi lo ha già visitato né conserva un piacevole ricordo, sia per la squisita ospitalità, che per le naturali bellezze che la caratterizzano. Chiunque abbia visitato Carfizzi non dimentica le passeggiate per le vie e i vicoli del paese. All'interno del Centro storico ci sono il Centro di Integrazione Sociale ricavato dalle rovine di un antico palazzotto nobiliare e una palestra completa di campo di pallacanestro e pallavolo.

Alla Piazza centrale (Rahji), punto di riferimento di ogni momento della vita sociale, è attiguo il Largo Skanderbeg che è il "salotto" delle lunghe serate estive e da cui si gode una splendida veduta panoramica. Percorrendo corso principale, via Roma, si arriva alla Villa Comunale dove si trova l'Anfiteatro Comunale capace di contenere 1.000 spettatori. Gli impianti sportivi (Campi di calcio, tennis e calcetto) e l'attrezzatissimo Centro Turistico sono a poche centinaia di metri, sulla collina Menzivono quasi alla sommità del Parco Montagnella di recente istituzione per proteggere e valorizzare uno dei più completi esempi di macchia mediterranea dell'immediato entroterra dell'Italia meridionale.



Stemma

Comune di

Carfizzi


Gonfalone

DATI  IDENTIFICATIVI:

Comune: Carfizzi (Statuto comunale)
Provincia di Crotone (KR)
Comunità Montana dell'Alto Crotonese
Regione Agraria n. 3 - Colline del Lipuda e del Vitravo
Area Minoranza Linguistica Albanese (Arbëresh)

Sindaco: Prof.ssa Caterina Carmela Tascione
Altezza s.l.m.: massima 512
Superficie territoriale: 20,34 kmq.
Latitudine: 39°18'30"24 N
Longitudine: 16°58'28"92 E
Abitanti (Carfizzoti): 868 (420 maschi, 448 femmine) Istat 2001
Famiglie: 367
Abitazioni: 571
CAP: 88817
Prefisso telefonico: 0962
Codice Istat: 101003
Codice Catastale: B771
Municipio: Via Roma, Tel. 0962 87041
Comando VV.UU.: Via Roma
Carabinieri: Stazione di S. Nicola dell'Alto
Ambulatorio comunale: Guardia medica - Via Roma
Scuola: Media - Elementare
Santo Patrono: S. Veneranda ultima domenica di luglio

 INFORMAZIONI STORICHE E GEOGRAFICHE
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 Il territorio si estende tra quelli dei comuni di Cirò, Melissa, Pallagorio, S. Nicola dell'Alto, Umbriatico, sulla fascia collinare presilana a Nord del Marchesato di Crotone. L'abitato è sulla cima di un poggio, isolato da profondi solchi di due torrenti affluenti del fiume Lipuda, nella bassa Valle del Neto. Dopo il 1468 numerosi gruppi di albanesi, per sfuggire ai turchi, si rifugiarono nei territori di Irene, principessa di Bisignano e figlia del defunto re albanese Scanderberg. I rifugiati, in massima parte, si stabilirono sulla dorsale appenninica cosentina, altri invece preferirono avvicinarsi un pò più al mare, dal quale un tempo si traeva ricchezza. Si vuole che gli abitanti dell'antica Crisma, saliti sulle montagne per mettersi al riparo dagli attacchi saraceni, abbiano dato origine a tre villaggi: Carfidi, Trivio e Santa Venera, dai quali, intorno al 1530, prese vita Carfizzi (così detto, probabilmente, da Carfidi che assorbì gli altri due villaggetti. Fino al 1563 rimase infeudato alla famiglia Morano, già titolare del feudo di Santa Venera. Alienato ai Badolato (1563-1576) fu rivendicato dai Morano, estinti nel 1630 in casa Sersale. Passato per vendita ai De Filippis (1648), poi ai Pisciotta (1687), fu dei Moccia, che nel 1698 acquistarono il titolo di Duca, estinti nel 1732 nella famiglia Crispano. Nel 1767 questi lo vendevano ai Malena i quali così acquistarono il titolo di Marchese, e rimasero fino all'eversione della feudalità (1806). Nel 1807 fu assoggettato al Governo di Strongoli, e nel 1811 passò frazione di S. Nicola dell'Alto. Nel 1816 dalla provincia di Cosenza passò a quella di Catanzaro, per volere dei Borboni. Ai fatti del Risorgimento Carfizzi fu presente con la partecipazione di Giuseppe Basta, Francesco e Martino Fazio. Dal 1904 il centro venne distaccato da S. Nicola dell'Alto e costituito in comune autonomo. Maggiori dettagli qui.

Prodotti tipici alimentari: Vino rosso, olio di oliva, formaggi (ricotta, pecorino, cacio cavallo). Piatto tipico «furisiscka'», (minestra di zucchine e fiori di zucca condita con olio di oliva crudo, da accompagnare con bruschette di pane caldo da inzuppare).

Prodotti tipici artigianali: tessuti fatti a mano; pizzi e merletti. Ormai in disuso la «szocha», il vestito di origine albanese che un tempo indossavano le donne nei giorni di festa, ricco di lavori e ricami fatti a mano. In alcune famiglie resta ancora la tradizione del lavoro con il telaio a mano (scialli, sciarpe, coperte di lino e lana, con disegni ispirati a motivi bizantini, continuando una tradizione secolare, nonchè oggetti casalinghi come le ceste di paglia. Per acquistare questi prodotti non ci sono rivendite, ma si trovano privati disposti al commercio al minuto di manufatti tipici.

Varie: si parla correntemente l'Arbëresh (lingua albanese antica) che, da qualche tempo, si va italianizzando, ma che conserva ancora le sue radici etimologiche fondamentali. L'albanese è, in massima parte, solo parlato e non scritto, quindi tramandato in modo esclusivamente orale: è questo il motivo per cui questo idioma è continuamente minacciato di estinzione.

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